“Niente proteste in campo o tortureremo le vostre famiglie”. L’avvertenza del regime ai giocatori iraniani

Che si comportino bene. L’illiberale regime iraniano più chiaro di così non poteva essere. Se insceneranno proteste nella decisiva sfida di stasera contro il nemico di sempre, gli Stati Uniti, o magari non canteranno l’inno, a subirne le conseguenze saranno le famiglie rimaste in Iran. “Violenze e torture”, hanno detto esplicitamente secondo le rivelazioni di fonti attendibili alla Cnn.

Secondo la tv americana, decine di ufficiali delle Guardie rivoluzionarie stanno sorvegliando da vicino la nazionale in Qatar. Non solo: per la prossima partita, quella decisiva per la qualificazione, il regime aumenterà significamente il numero dei tifosi “falsi”, introducendoli allo stadio per fischiare o applaudire la loro nazionale secondo le volontà degli integralisti.

La partita congli Stati Uniti si preannuncia come uno scontro epico, in cui le valenze politiche saranno verosimilmente più importanti di ciò che si vedrà in campo, due squadre cioè che non hanno brillato per tasso tecnico nei due match disputati sinora.

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