Vinitaly, non solo vino

(articolo di Giovanni Rodolfi) – Una fiera da visitare per tutti gli amanti del vino e…. non solo; dove c’è la possibilità, in 17 padiglioni, di “respirare” il vino del nostro bel Paese, regione per regione. Esperienza unica nel suo genere. Provate ad immaginare, sei in Lombardia, ed assapori uno dei suoi tanti vini, e, mentre socchiudi gli occhi, durante la deglutizione, ecco che la cadenza, di chi ti stà descrivendo il vino, ti proietta in quella regione. Dopo quest’esperienza, a pochi metri di distanza rivivi la stessa emozione passando in Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, e così via. Neppure il miglior Enrique Vargas, con i suoi Labirinti, saprebbe realizzare percorsi migliori.

Una così alta concentrazione di addetti ai lavori non può che sconvolgere una cittadella come Verona; penserete Voi. Invece, no. Sarà l’esperienza maturata in queste 56 primavere, sarà il piano logistico; sta di fatto che anche quest’anno, con un po’ di pazienza, certamente, tutti hanno potuto vivere il mondo del vino. Comunque per il futuro, visto che Vinitaly nasce a Verona e ci vuole rimanere, sono previsti parcheggi remoti, con servizio navetta (per chi non può fare a meno del 4 ruote) mentre per i più green, ricordo, che la stazione è servita con bus molto comodi. 

I numeri parlano chiaro: 56ma edizione,4300 cantine, fatturato del comparto vino in Italia pari al 1,1% del PIL nazionale. Per gli amanti del vino, Verona, è una città da segnare, anche perché ci sono altri prodotti che da contorno non sono: olio, spirits, tecnologia e…. Birra, che, per il primo anno, ha un padiglione tutto suo: “Xcellent Beers”

Il padiglione dedicato alla birra, essendo appena nato, risulta un po’ scarno, ma ricco di spunti che sicuramente verranno sviluppati. Innanzitutto, vorrei vedere un’esposizione uniforme e lineare, come per i vini naturali o vini veri. Tutti con il banchettino uguali, senza differenze. Poi, un’area formativa-degustativa-istituzionale, racchiusa da vetri dove, o ti sei prenotato, oppure… ”sarà per la prossima volta”. Credo sia doveroso per il relatore, offrire un pubblico che ha fatto la scelta di “ascoltarlo”. Parlare all’interno di un padiglione senza un contenitore che preservi il lavoro del relatore è solo dispersione. Inoltre, una scuola alberghiera, a gestione degli eventi; una vera scuola lavoro. Una guida agli espositori presenti poteva essere utile proprio perché la birra, come il vino, oggi è espressione di territorio (il dato è significativo 1182 realtà produttive). Meditate gente, meditate.  

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