Patres d’industria. Franco ed Ermanno, la difficile eredità di Tolentino e Marche

 

(articolo di Maurizio Verdenelli) – Tolentino ed ora? Assieme a Corridonia una delle due fra le 100 piccole città che hanno fatto grande l’Italia del dopoguerra, si trova a gestire adesso un ‘dopo’ difficile. Storicizzato e reso definitivo dalla scomparsa dei ‘patres’ della patria e del successo di Tolentino in Italia e nel mondo. Manager non dal cuore duro, bravi solo a far quadrare i conti e tagliare i cd ‘esuberi di personale’ ma al contrario con un’anima ed un codice d’onore: quello di Nazareno Gabrielli. Lo stesso di un altro grande marchigiano: Aristide Merloni. Coniugare il territorio al progresso avendo presente l’apporto determinante della classe operaia.

“Attenti ad aprire nuovi opifici se non siete sicuri di garantire il posto ai dipendenti che assumete” era la raccomandazione ricorrente di Merloni ai figli, mi disse una volta a Fabriano l’ing. Francesco – altro grande nome in questa galleria di industriali illuminati from Marche forse senza più eredi.

La morte di Moschini mister Frau, casettà maceratese d’origine, segna il confine ultimo tra la storia di mister Gabrielli, quella di Tolentino Città della Pelle poi dell’Arte, della Cultura, del Teatro (nel nome di Saverio Marconi altro geniale innamorato di una comunità che si fa beffe grazie ad un santo pure lui non autoctono, del diavolo) e quella attuale alle prese con la crisi post boom. 

Un confine già segnato dall’addio – 6.10.2016 – del grande ‘regista’ Ermanno Pupo. Un tolentinate doc dalla mente raffinatissina e generosa di generazioni di imprenditori  come direttore regionale  di Confindustria. E stratega vittorioso come vicepresidente di Quadrilatero spa Marche-Umbria di un’impresa storicamente fino ad allora no possible: la superstrada Valdichienti. Con l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.

Racconta l’arch. Fabrizio Romozzi che in uno di quei ‘viaggi della speranza’ Tolentino-Roma, il dottor Pupo preso per la prima volta da scoramento circa l’accoglimento da parte del Palazzo delle proposte portate avanti in prima persona dal prof. Mario Baldassarri, disse: “Ma torniamicene a casa”. L’auto proseguì per buona fortuna la corsa… e le Marche tenaci con Tolentino vinsero la propria sacrosanta battaglia contro l’isolamento.

Alessia Pupo, vicesindaca, figlia di Ermanno, mi fa vedere intenerita la foto di papà Ermanno mentre dialoga (anno 2000) con Franco Moschini: “Lassu’ insieme stanno di sicuro di nuovo parlando della loro amata Tolentino”. (foto in copertina – Anno 2000. Franco Moschini ed Ermanno Pupo)

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