I marginali e i migranti. Perchè Faber è sempre più attuale

Di Fabrizio De Andrè ci mancano le sue intuizioni (e disperazioni) sulle ingiustizie, la denuncia delle violenze contro i diversi: emarginati o prostitute, transessuali o semplici controcorrente, poco tutelati da una società che Faber chiamerebbe ironicamente “distratta”. Cantava lo sterminio degli Indiani d’America, i Nativi che vivevano serenamente a casa loro (

“Ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek”), oggi rivolgerebbe la sua rabbia contro gli squadristi di Netanyahu che fanno lo stesso a Gaza. 

Un inciso. Questi criminali sterminano decine di migliaia di bambini e famiglie palestinesi, che ottant’anni fa li accolsero, a casa loro appunto, dopo la Shoah. Poi vengono a svernare in Sardegna (sì, anche qui) nei migliori alberghi, perchè dicono di essere stressati dai massacri perpetrati. Nessuno glielo impedisce? Nessuno si vergogna?

Faber, non è cambiato nulla. 

“Anime salve”, titolo della raccolta in cui c’è questa celebre canzone, è lo spettacolo che Fiorella Mannoia sta portando in giro per l’Italia. “Un atto politico – dice lei – Per me l’arte ha senso solo se non è accondiscendente, gli artisti devono stimolare un pensiero critico”. Faber, “Anima fragile” (“Evaporato in una nuvola rossa/ In una delle molte feritoie della notte/ Con un bisogno d’attenzione e d’amore/ Troppo, se mi vuoi bene piangi/ Per essere corrisposti”) sottoscriverebbe. E andrebbe ad abbracciare la nipote Alice, che in tourneè quest’estate racconta lui e la sua famiglia: “Siamo noi quella fragilità, quel non sentirsi parte di qualche cosa, la ricerca di un contatto vero che oggi sembra difficile trovare. Quella forma di ribellione”. Il dna dei De Andrè. A Portobello di Gallura, dove vive attualmente il padre Cristiano, una volta si riunivano tutti: Walter Chiari, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri e tanti altri. Bevevano e improvvisavano storie inventate, ma dovevano durare solo tre minuti. Alice, nel suo spettacolo senza canzoni, ci racconta tutti questi aneddoti.

Chi è più attuale di Faber? Forse la stessa violenza iconoclasta che pochi presunti padroni del mondo ci hanno scatenato contro. E anche contro gli ultimi, come i migranti che vogliono deportare a ogni latitudine. Senza capire che è proprio da lì che nascerà il nuovo mondo.

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