Brunella e la sua storia: radici, famiglie e identità di una comunità

(di Pierino Bacciu) – In un piccolo paese, la storia non la fanno le date ma le persone. I cognomi diventano tracce, le famiglie radici. Brunella, piccola frazione nel nord-est della Sardegna, è il risultato di questo intreccio vitale: non è nata da un progetto, ma dal bisogno umano di fermarsi e costruire casa.

Tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento il territorio era quasi disabitato, aspro e sferzato dal vento. Fu allora che arrivò Giovanni Bacciu, nato a Buddusò nel 1783. Pastore nomade come tanti, portava con sé però qualcosa di diverso: il desiderio di radicarsi. Tirò su un pinnettu, struttura semplice di pietra e frasche. Non era ancora un paese, ma era già un inizio.

Attorno a quel primo fuoco si fermarono altri uomini e altre famiglie. Giovanni visse fino alla straordinaria età di 105 anni, spegnendosi nel 1888: fondatore silenzioso che plasmò lo spazio fisico e umano di Brunella generazione dopo generazione. Da quel nucleo originario nacquero le famiglie storiche che ancora oggi abitano il paese, aprendosi nel tempo a nuovi arrivi in un equilibrio dove chi viene non cancella, ma arricchisce.

Nel Novecento, come in tutta la Sardegna interna, anche Brunella conobbe l’emigrazione. Molti partirono in cerca di lavoro e opportunità, ma il legame non si spezzò. Chi lasciò l’isola portò con sé il paese, trasformandolo in una comunità diffusa, capace di trasmettere il senso di appartenenza anche a chi nasce altrove.

Oggi le case e le strade di Brunella raccontano una storia di adattamento e resilienza. Ricostruire questa rete di famiglie non è un esercizio genealogico fine a se stesso, ma una chiave per capire il presente. La storia di un paese non finisce mai: si scrive ogni giorno attraverso chi lo abita e chi, anche da lontano, continua a chiamarlo casa.

(Le foto: in B/N risale al 1924 in occasione della prima festa patronale in onore alla Beata Vergine Immacolata, la foto a colori è com’è Brunella oggi)

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