Flat tax al 7% per attirare Italiani all’estero

Borghi immersi nella natura, ricchi di storia e cultura, che offrono un’alta qualità della vita. Un patrimonio, quello compreso all’interno del cratere sisma 2016, nell’Appennino centrale, che merita di essere valorizzato: anche attraverso la flat tax.

È stato questo il tema della conferenza stampa dal titolo “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro. Borghi e nuove economie”: La flat tax al 7% è uno strumento fiscale, già attivo nel nostro Paese, dedicato ai cittadini pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni, percettori di un reddito da pensione da un soggetto straniero, che vogliono venire a vivere dell’Appennino centrale. Una misura che può diventare un volano per i quei territori, dal momento che è stata pensata per contrastare lo spopolamento e attrarre nuove energie, soprattutto tra i nostri connazionali all’estero. 

Una leva di crescita e rilancio utile e funzionale per quella vasta area, rappresentata dal cratere sisma 2016, che ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, è compresa tra le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria ed è composta da 138 comuni. Al fine di promuovere la diffusione di questo strumento, in particolare presso la vasta platea dei cittadini italiani all’estero, già lo scorso mese di aprile era stato siglato un Protocollo d’intesa tra il Commissario Castelli, e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Ha commentato il Commissario straordinario, Guido Castelli: “La flat tax rappresenta un importante tassello nell’ambito di quella strategia di riparazione economica e sociale che stiamo mettendo in campo grazie alla stretta collaborazione con il Governo, le Regioni e i Comuni. Al fine di rivolgerci alla vasta rete di comunità degli italiani residenti all’estero, che rappresenta un patrimonio per il nostro Paese, la collaborazione con il CGIE è assolutamente funzionale e strategica. Altrettanto importante è il sostegno del Senatore Menia, la cui esperienza e conoscenza di queste tematiche rappresenta un valore aggiunto di cui ci possiamo avvalere per sostenere al meglio questo strumento. L’Appennino centrale custodisce un patrimonio, frutto dell’opera della natura e dell’uomo, che non ha eguali. Valorizzare questo potenziale è un nostro dovere nella consapevolezza che, sotto il profilo della qualità della vita, questi territori offrono standard di assoluto livello”.

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