“Aveva la capacità di costruire un progetto in funzione della musica che aveva in testa, zero virtuosismi fini a se stessi, ma tante note lunghe, sofferte e rotonde, al posto giusto”. Paolo Fresu, dopo l’omaggio a Chet Baker, porta a teatro l’inventore del cool e del modal jazz, l’uomo che ha cresciuto giganti della musica come John Coltrane e Bill Evans. E’ un viaggio nella storia della musica “che lui ha cambiato più e più volte”. Indomabile, curioso, visionario, scopritore di talenti, Miles Davis, “il principe delle tenebre” proprio per il suo essere schivo, “ci ha insegnato ad andare avanti. Credo che in questo momento storico, al di là dell’estetica, ci sia un bisogno impellente di vedere oltre le cose”.
Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, lo spettacolo “Kind of Miles” è un ricordo in parole e musica a cent’anni dalla nascita del Genio del jazz. Regista è Andrea Bernard, con Fresu suonano alla chitarra elettrica Bebo Ferra, Federico Malaman al basso, Stefano Bagnoli alla batteria, Marco Bardoscia al contrabbasso, Dino Rubino al pianoforte e Filippo Vignato al trombone.




