Da Sedini a Berlino: 6 mesi diventati 14 anni

Mi chiamo Pier Paolo Sanna e vengo da Sedini, un paesino di 1.300 abitanti in Anglona, provincia di Sassari. Ho lasciato la Sardegna a vent’anni con l’idea di un trasferimento temporaneo a Wiesbaden — erano programmati sei mesi per lavorare in un ristorante durante la stagione invernale. Quei sei mesi sono diventati anni. Adesso sono già quattordici anni che vivo in Germania.

I primi cinque li ho passati in gastronomia, dedicando tantissimo tempo al lavoro: sei giorni su sette, con poca tregua. Col tempo, però, la grinta e la motivazione sono venute meno e ho capito che bisognava cambiare rotta. Mi sono trasferito a Berlino con Elisa — all’epoca la mia ragazza, oggi mia moglie — e ho frequentato una Umschulung, una riqualificazione professionale della durata di due anni, interamente finanziata dallo Stato tedesco. Ho scelto il settore della logistica.

Non so esattamente come funzioni in Italia o in Sardegna, ma questo è un modello da prendere a esempio: offrire a chi ha preso una strada lavorativa che non fa più per lui la possibilità concreta di ricominciare, sostenendolo economicamente e mettendo a disposizione scuole-lavoro in settori diversi. Un’opportunità che cambia davvero le vite.

Finita la scuola, ho trovato subito lavoro: prima in un negozio di mobili, poi in un’azienda italiana a Berlino che produce formaggio — sempre nel settore logistico e delle spedizioni — e infine all’ADAC, il più grande club automobilistico d’Europa, dove lavoro ancora oggi nella logistica.

Cosa si può fare per la Sardegna?

Penso che ogni sardo che vive all’estero abbia, prima o poi, il pensiero di rientrare a casa — magari per la pensione, se non prima. Ma cosa si può fare concretamente per farlo tornare prima, o meglio ancora, per non farlo partire? Abbiamo un territorio bellissimo, invidiato in tutto il mondo. Dobbiamo trovare il modo di valorizzarlo ancora di più, partendo da alcune priorità concrete:

  • Rendere la Sardegna raggiungibile tutto l’anno, non solo d’estate con voli diretti e prezzi spesso proibitivi. Da Berlino, oggi, è possibile arrivare sull’isola con costi accessibili solo in determinati periodi.
  • Investire nelle scuole, soprattutto nei piccoli paesi, dove rischiano di chiudere lasciando i giovani senza un riferimento vicino.
  • Sostenere le società sportive, anch’esse fondamentali per la crescita e la vita sociale dei giovani nei centri minori.
  • Offrire percorsi di riqualificazione professionale anche per chi non è più giovanissimo, per aiutarlo a rientrare nel mondo del lavoro con competenze nuove.

Il resto sta a noi: cercarsi un’opportunità, o magari inventarsela.

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
On Key

Related Posts