Narrare il nostro passato d’emigrazione. Civico delle Radici, tappa in Basilicata

“Negli anni sta crescendo sempre di più il numero di palazzi in Italia che attraverso il Civico delle Radici ci raccontano quella che amiamo definire la più grande narrazione collettiva e popolare del nostro Paese”. Parole di Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI. Da una sua idea, e della storica Maria Grazia Lancellotti, è nato tempo fa il progetto che promuove la memoria della nostra Emigrazione e il Turismo delle Radici. 

In Basilicata, a Oppido Lucano, è stata posta giorni fa, a lato dell’ingresso della casa di Felicia Muscio Palumbo, una mattonella in bronzo “che parla” attraverso un QR code: inquadrandolo, si saprà tutto della storia d’Emigrazione della donna, emigrata dalla Basilicata in Cile, visionando anche un video realizzato con documenti originali, immagini d’archivio, testimonianze e la voce narrante dell’attrice lucana Ilenia Ginefra.

Ma chi era Felicia? Come molti altri abitanti del paese, il marito Vittorio parte per l’America in cerca di lavoro e di nuove opportunità. Felicia decide di raggiungerlo, affrontando un viaggio di oltre settanta giorni che la porta dal piccolo paese lucano fino alle valli cilene, oltre la Cordigliera delle Ande. Con la figlia di quattro anni in braccio, attraversa la montagna a dorso di mulo, lungo un percorso difficilissimo, per arrivare a Iquique e ricongiungersi al marito. 

Una storia rimasta impressa nella memoria della comunità di arrivo e diventata parte del paesaggio stesso di Iquique, dove ancora oggi un monumento raffigura una donna con una bambina in groppa a un mulo, simbolo di quel viaggio attraverso le Ande e della forza delle donne che, come Felicia, seguirono i propri familiari oltre oceano.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre a Masini e alla Lancellotti, la vice sindaca di Oppido Lucano, Nerina Orlandi, la coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” Mimì Coviello. “Siamo orgogliosi che si sia deciso di cominciare questo bellissimo progetto dal nostro comune – ha commentato la vicesindaca Orlandi – Il Civico delle Radici rappresenta un progetto innovativo che ricorda il passato ma che parla al futuro”.

“Raccontare la storia di Felicia significa raccontare la storia di tanti dei nostri nonni e bisnonni, che hanno lasciato una terra dura ma che ha insegnato loro la resilienza, la determinazione e la dignità. E noi siamo ciò che siamo oggi proprio grazie ai loro sacrificio” ha aggiunto Maria Grazia Lancellotti.

Quello di Oppido Lucano è il primo dei cinque Civici delle Radici che saranno realizzati in Basilicata, ciascuno dedicato alla storia di una persona emigrata e alla comunità che ne ha custodito la memoria. Un itinerario diffuso che, attraverso singole biografie, ricompone una storia collettiva: quella di una regione profondamente segnata dall’emigrazione e dei suoi legami con le comunità lucane nel mondo. 

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