Massimo Pintus, dirigente venuto da Cagliari in rappresentanza della Regione Sardegna, ha parlato di “rivoluzione culturale, scientifica e tecnologica”. E’ qui che si fa il futuro, “in questa città di politiche sociali aperte” (copyright di Paolo Traverso, direttore della Pianificazione strategica della Fondazione Bruno Kessler) e Pintus sa che “Alghero è il laboratorio” che, a cascata, renderà virtuosa tutta l’Isola.
Di quale “rivoluzione” stiamo parlando? Quella della “People strategy”, che l’amministrazione sta elaborando passo a passo con la Fondazione trentina, eccellente think-tank che aiuta a rendere moderne e fruibili le idee delle città. Un anno di lavoro finaco a fianco è bastato per vedere già i primi risultati.
Per migliorare le prestazioni di un territorio non solo serve rendersi belli e efficienti con nuove professionalità che mirino al benessere della gente, ma creare anche un network tra istituzioni, scienza e business che “possa accompagnare i cittadini nelle scelte, cioè accesso alla casa, welfare, qualità e accessibilità dei servizi pubblici” come ha ricordato il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto. “E non ci si può basare solo su indicatori economici”.
“Abbiamo affiancato all’economia del Turismo quella del Benessere” ha aggiunto l’assessore alla programmazione, Enrico Daga.
Il dramma all’origine delle analisi è il crollo dell’età fertile in Sardegna, un calo negli ultimi anni di più del 20%. Il tasso di fertilità è pari allo 0,8 contro l’1,3 nazionale. Il “tipping point”, il punto di non ritorno sulla questione spopolamento, è vicino. Entro il 2043 Alghero avrà il 9% di abitanti in meno. E allora bisogna attrarre. Creare condizioni uniche di qualità di vita “nell’epoca delle tre transizioni: digitale, ambientale e demografica” come le ha definite Luciano Malfer della FBK. Ovviamente, l’ultima è quella che più preccupa.

La soluzione è concreta: creazione di nuove figure professionali che cementino il patto di fiducia tra cittadini e amministrazione, quali i Manager di territorio, i Welfare e Community Manager. Non sigle vuote, ma persone che ricevano richieste e segnalazioni di bisogni della comunità (da tutta una rete di collaboratori) e, di mestiere, li risolvino in tempi brevi.
Inoltre: l’intelligenza artificiale può aiutare (Andrea Nicolini di FBK ha sottolineato come il bando vinto recentemente sull’AI Bridge abbia creato dodici “posizioni” di ricerca, una di queste è di Alghero) e facilitare i compiti della pubblica amministrazione, oltre che migliorare di molto le prestazioni nel settore agricolo e nella ricerca scientifica. E anche bisogna ricordare quanto il Digitale possa aiutare la nostra Sanità. Concretamente, nell’idea di un sviluppo organico ma illuminato: come nella creazione di centri di Coworking in cui le competenze e conoscenze si parlano e si sommano, oltre ad essere degli aggregatori sociali.

“E’ da tredici anni che collaboriamo con il Trentino, da sempre al primo posto nelle classifiche del vivere bene – ha detto l’Assessora al Benessere del Comune di Alghero, Maria Grazia Salaris – Il passaggio dalle Politiche familiari alla People Strategy ci è apparso naturale”. Dice bene la Salaris: lo scarto tra vecchio e nuovo è la modernità della formazione, affiancarsi ai nuovi bisogni, ricercare nuove vie, strumenti e collaborazioni che rendano le nostre vite più belle. Lo sviluppo deve essere sempre condiviso, l’ascolto essenziale bussola per proseguire.
Si sono ritrovate così bene, due realtà come Alghero e la Fondazione trentina, che preannunciano l’apertura di una sede qui. Dimeticavamo: tra i partners strategici c’è anche l’Università di Sassari. Da competenze e culture diverse, nasce la “rivoluzione” algherese.



