(di Edmondo Fodde) – “Sardo” come una roccia.
Sono Edmondo, nato e cresciuto in un piccolo paesino in provincia di Nuoro, colline ventose con vista mare, boschi di quercia e olivastro con sottobosco di cisto, lavanda e ginestra.
Il paesino è Brunella, poco meno di 300 anime dove vivo da sempre, sardo, ancorato alla sua terra (odio viaggiare), fisso come gli alberi e le rocce che mi circondano, vivo di vento frutta e miele. Il miele di cui mi nutro, prodotto dalle mie api sulle colline ricche di vegetazione netterafire: lavanda, asfodelo, cardo, trifoglio, corbezzolo, vitalba e rosmarino. Un miele straordinario, ricco di profumi e dai colori chiari, che dona energia e riscalda il cuore. Per noi Cristiani il miele è un dono divino, così come questa terra che Dio ci ha donato. Stare vicino alle arnie, osservare l’instancabile lavorio delle api, in mezzo al silenzio delle colline il cuore viene invaso da una grande pace ed è come pregare o meditare.
Queste piccole creature riescono a compiere un grande miracolo: con la raccolta partecipano all’impollinazione di tutta la frutta e la verdura. Trasformano il nettare in miele con cui nutrono l’intero alveare e l’uomo. Per capire il grande valore delle api bisogna considerare i numeri: per produrre un chilo di miele percorrono una distanza equivalente all’equatore terrestre e visitano milioni di fiori; un solo al alveare ben popolato abbatte 3 quintali di CO2 al giorno; a pieno carico un’ape può volare a 20 km orari; l’ape regina, l’unica fertile, depone tra 500 e 2000 uova al giorno.
Oltre al nettare, raccolgono anche il polline che in parte viene trasformato in miele e in parte conservato per nutrire le larve. Il polline è un alimento quasi completo contiene tutti gli elementi che servono alla vita, ad esempio vitamine, proteine, aminoacidi.
La pappa reale è la sostanza che le api secernono tra il sesto e il decimo giorno di vita dalle ghiandole poste sul capo, é paragonabile al latte materno e contiene tutto ciò che serve alla larva per crescere. E’ il nutrimento esclusivo per la “regina”, ma per gli esseri umani viene utilizzata per curare malattie senili, stati di denutrizione e atrofia dei tessuti, disfunzioni ghiandolari e malattie della pelle.
Infine il propoli, che é una resina che le api raccolgono nelle ore più calde dell’estate: viene utilizzata per sigillare le fessure dell’arnia per proteggerla delle intemperie e delle malattie. Il propoli è un potente antibiotico, antibatterico, antivirale e antimicotico.




