Gesu Melis, da Genoni alle scoperte della genetica bovina

(di Samantha Mavuli) – A diciotto anni lascia Genoni con una valigia, pochi soldi e un sogno più grande delle sue certezze. Nessuno avrebbe immaginato che quel ragazzo sardo, partito per affrontare lavori durissimi tra le montagne del Veneto, sarebbe diventato uno dei protagonisti della genetica bovina italiana.

La storia di Gesuino Melis, conosciuto da tutti come Gesu, è il racconto di una scalata costruita con determinazione, intuito e una straordinaria capacità di conquistare la fiducia delle persone.

Nato e cresciuto a Genoni, nel cuore della Sardegna, Gesu era quello che lui stesso definisce sorridendo “il reuccio del paese”. Una vita semplice, circondato dagli affetti e dalle certezze della propria comunità. Ma nel 1968, a soli diciotto anni, prende una decisione destinata a cambiare il corso della sua esistenza.

Un cugino, già trasferitosi in Veneto, gli parla delle opportunità offerte dal Nord Italia. Molti giovani sardi stavano trovando lavoro negli allevamenti e nelle aziende agricole venete. Così, il 20 maggio 1968, con una valigia piena di speranze e poche certezze, lascia la sua Sardegna per inseguire un futuro migliore.

L’impatto con la nuova realtà è durissimo.

Per quattro mesi lavora a oltre 1.700 metri di altitudine nell’altopiano di Asiago, tra le montagne venete. Le stalle sono prive di corrente elettrica. Le giornate iniziano prima dell’alba e finiscono nel buio. Il freddo è pungente. Le vacche da latte devono essere munte in condizioni difficili e, la sera, il pasto consiste spesso soltanto in riso e latte.

Molti si sarebbero arresi ma lui no. 

Nell’ottobre del 1969 un altro cugino gli segnala un’azienda più moderna. Gesu coglie l’opportunità e vi rimane per due anni, distinguendosi immediatamente per serietà, competenza e capacità di apprendere.

È proprio in quel periodo che avviene un episodio destinato a cambiare la sua vita professionale.

Durante una fiera zootecnica, nota un allevatore in difficoltà nel caricare un bovino su un camion. Senza esitazione si avvicina e lo aiuta, suggerendo un metodo semplice ma efficace: coprire gli occhi dell’animale per tranquillizzarlo e facilitarne il movimento.

L’allevatore rimane colpito.

“Vorrei assumerti”, gli dice.

Ma Gesu ha già un lavoro.

Passano due anni. Quando decide di lasciare l’azienda per cui lavora, dopo aver chiesto uno stipendio di 80.000 lire al mese e una sola giornata libera mensile senza ottenerli, quell’uomo mantiene la promessa fatta tempo prima.

Lo assume offrendogli 130.000 lire al mese. Un salto enorme per l’epoca.

Ma il destino gli sta preparando anche un altro incontro fondamentale.

Un giorno, mentre trasporta delle balle di fieno con un camion, il carico si rovescia. In mezzo alla confusione, una giovane ragazza bionda assiste alla scena e scoppia a ridere. Gesu ne rimane immediatamente colpito.

Inizia così un corteggiamento d’altri tempi. Ogni giorno si presenta davanti a casa sua, nonostante la diffidenza della famiglia e la presenza della madre, pronta a sorvegliare quel giovane sardo con forcone e falce sempre a portata di mano.

La costanza, però, è una delle qualità che hanno sempre contraddistinto Gesu.

Alla fine, la sua determinazione viene premiata. Nasce così una storia d’amore destinata a durare tutta la vita.

A soli ventitré anni arriva una nuova occasione professionale. Entra nel Centro di Fecondazione Artificiale di Bassano del Grappa, una cooperativa agricola che all’epoca conta appena 38 soci.

Inizia come autista e custode ma presto gli viene affidata la responsabilità commerciale della cooperativa. Il suo compito è ambizioso: convincere allevatori e veterinari ad adottare una tecnologia allora innovativa, l’inseminazione artificiale bovina.

Non è un lavoro semplice perche’ servono credibilità, capacità di relazione e fiducia delle persone. E Gesu possiede tutte queste qualità.

Percorre migliaia di chilometri, incontra allevatori, veterinari e imprenditori agricoli in tutto il Veneto. Partecipa alle principali fiere di settore, studia le innovazioni disponibili sul mercato e costruisce una rete di relazioni basata sulla competenza, sulla parola data e sulla capacità di ascoltare.

Una delle sue intuizioni più importanti è quella di mantenere l’indipendenza dai fornitori, selezionando sempre il materiale genetico migliore disponibile e aggiornandosi costantemente sulle evoluzioni del settore.

Pian piano inizia a rifornire veterinari e allevatori in tutto il Veneto con materiale seminale di alta qualità, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’inseminazione artificiale negli allevamenti bovini.

I risultati arrivano.

E sono straordinari.

Quando, dopo ventotto anni, lascia la cooperativa, i soci sono passati da 38 a ben 860.

Quella piccola realtà locale è diventata uno dei principali punti di riferimento del settore nel Nord Italia.

Ma la sua avventura non è ancora finita.

Dopo quasi tre decenni di successi nel mondo cooperativo, Gesu decide di affrontare una nuova sfida. Insieme al figlio, Francesco fonda FG Genetica, trasformando l’esperienza accumulata in una realtà privata destinata a diventare uno dei punti di riferimento nazionali nel settore della genetica e dell’inseminazione artificiale bovina.

Negli anni, l’azienda cresce fino a diventare una delle realtà più importanti in Italia, distinguendosi per professionalità, competenza tecnica e capacità di innovazione.

Un risultato straordinario per un uomo partito senza lauree, senza titoli accademici e senza particolari privilegi.

La sua forza è sempre stata un’altra.

La capacità di lavorare più degli altri.

La volontà di imparare continuamente.

La testardaggine positiva di chi non accetta i limiti come qualcosa di definitivo.

E soprattutto la capacità di costruire fiducia.

Oggi Gesu Melis è rispettato e stimato in tutto il settore zootecnico italiano. Ma chi entra nella sua casa scopre subito che il successo non gli ha mai fatto dimenticare le sue radici.

Sul grande camino spicca la bandiera dei Quattro Mori. Alle pareti ci sono fotografie della Sardegna, ricordi della sua terra e una grande mappa dell’isola.

Perché, nonostante una vita costruita in Veneto, il cuore è sempre rimasto lì.

A Genoni.

Nella terra che ha lasciato da ragazzo per inseguire un sogno e che continua a portare con sé ogni giorno.

La sua storia dimostra che il successo non nasce necessariamente dai titoli di studio o dalle condizioni di partenza. Nasce dalla determinazione, dalla capacità di cogliere le opportunità e dal coraggio di affrontare il sacrificio senza perdere la propria identità.

È la storia di Gesu Melis.

Ma è anche, in fondo, la storia di tanti sardi che hanno lasciato l’isola con una valigia in mano e hanno costruito il proprio futuro senza mai dimenticare da dove venivano.

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