“La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti”. Lo scrisse John Lennon, potrebbe firmarlo Achille Polonara. Tornato in campo a 34 anni dopo un tumore al testicolo, risolto con la chemio, scopre di avere una leucemia mieloide acuta. Il calvario comincia con un trapianto di midollo. Cinque giorni in coma: “Quando mi sono svegliato è come se fossi stato chiuso in un aereo per cinque giorni e avessi sempre dormito”.
Non c’è da scomodare Confucio per ricordare che la nostra più grande gloria non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo. Sostiene Polonara che la vita vera la sta giocando fuori dal campo. L’invincibile Achille, campione di basket, è però già tornato pochi giorni a palleggiare nel parquet della sua Dinamo Sassari. Sono passati appena dieci mesi dalla scoperta della leucemia. “Riprendere la palla in mano dopo 10 mesi è stato emozionante. All’inizio mi sembrava che fosse la prima volta che giocassi a basket, poi tiro dopo tiro la sensibilità è tornata sempre di più… In questo momento vedo il basket non come una professione ma come un divertimento. E io voglio tornare a divertirmi”. Tornerà a Valencia per le cure sperimentali che sta affrontando. Il cammino resta lungo, le certezze di guarigione arriveranno solo fra minimo due anni.
“Per molte persone sembra che io abbia fatto chissà cosa. In realtà sono solo andato in coma e mi sono risvegliato. Non ci vedo nulla di eroico”. Achille ha confessato di aver pensato di farla finita, ma l’amore per la moglie Erika e i due figlioletti è stata più forte di tutto. Anche delle paure più recondite. “Il mio amico Visconti ha provato a prendere il 33 ma a Sassari quel numero è mio”.

L’Istituto Fernando Santi in Regione per parlare dei Marchigiani nel Mondo
Rino Giuliani, della Direzione nazionale del “Fernando Santi”, e Roberto Vezzoso, presidente marchigiano dell’Istituto, hanno incontrato ad Ancona, nella sede della Regione Marche, i consiglieri



