Il Giallo dei Gialli: un libro prova a svelare il mistero della baronessa De Rothschild

(articolo di Maurizio Verdenelli) -“In quei due anni e mezzo di profonda conoscenza, frequentazione, stima e, possiamo dire, amicizia lei non ci aveva mai detto del suo primo matrimonio. Insomma del suo precedente status di baronessa De Rothschild, di essere stata la moglie del finanziere Evelyn…”. Sono trascorsi 45 anni dal Giallo dei Sibillini e la prof. Francesca Carducci Venanzi parla quasi sottovoce nel teatro auditorium di Gualdo al microfono che gli porge il dottor Giorgio Iacobone, il dirigente della Digos di Macerata (poi questore ad Enna, Ancona e Trento) che in quel drammatico 30 novembre 1980 ricevette la segnalazione dalla sede diplomatica inglese di Firenze nel timore condiviso che dietro quella scomparsa sui Sibillini ci potesse essere un sequestro di persona. Ipotesi, l’unica a tirare un bilancio non ancora definitivo, caduta successivamente: mai un riscatto fu richiesto ad Evelyn De Rothschild deceduto nel 2022.

Il dott. Iacobone

Già, perchè un bilancio ultimo ancora non è possibile fare sul Giallo dei Gialli che neppure Agatha Cristhie: la signora è infatti ancora provata dalle 4 ore, il giorno precedente, nel corso delle quali ha dovuto ripercorrere con i carabinieri incaricati dal pm, il non breve arco di quell’incontro (non solo professionale) con quella signora elegante e gentilissima venuta da Londra con cui la famiglia aveva pure trascorso il giorno di Pasquetta. Jeannette Bishop coniugata May che acquistato un terreno a Schito aveva infatti incaricato nell’aprile del 1978 il marito di Francesca, il geom. Nazzareno Venanzi, della progettazione e realizzazione di un cottage.

Francesco Torresi (a destra) con Maurizio Verdenelli

Una serata intensa, partecipata a Gualdo organizzata dall’assessora comunale Monia Batassa attorno ad un libro-inchiesta: ‘Il mistero De Rothschild/La verità dietro il Giallo dei Sibillini’. Autore: Francesco Torresi. Un sarnanese d’origine, insegnante di Lettere a Bassano del Grappa, che sulla base di una rassegna video-stampa all inclusive -un lavoro certosino gigantesco- ricostruisce e contestualizza il caso internazionale che tiene ancora il suo paese ‘pavesiano’ (leggi in epigrafe) sulle prime dei giornali nazionali e non per una vicenda sulla quale la Procura di Macerata è tornata ad indagare.

Morte bianca (con dubbi) come nella richiesta d’archiviazione del pm Mura e in cui credono il dottor Iacobone ed in maggioranza altri investigatori dell’epoca oppure l’ombra duplice omicidio (con Jeannette la sua governante, la friulana Gabriella Guerin) come nella ‘sentenza aperta’ del G.I. Alessandro Iacoboni che in ogni caso dopo 7 anni d’indagini a tutto campo archivia perchè ‘ignoti gli autori’?

Il libro di Torresi – che registra un successo di vendite – non offre soluzioni ma al centro c’è un importante scoop: il racconto dettagliato di Nazzareno Venanzi, il testimone chiave. Ed emergono, nel libro, tanti episodi sconosciuti. Uno per tutti: la rivelazione fatta alla prof. Carducci Venanzi dalla collega moglie dell’allora sindaco di S.Angelo in Pontano la quale il giorno dopo la scomparsa delle due donne ai Piani di Ragnolo urta, sciando, in ‘qualcosa’ di metallico e nero emergente dalla neve: la Peugeot nera di Jeannette forse? L’auto poi avvistata dall’alto dal capitano elicotterista Salvatore Forte – anche lui, poi comandante dei CC di Camerino, ha consolidato da 10 anni una sua convinzione che tuttavia non rivela.

Forte, congedatosi dall’Arma con il grado di colonnello, da Treviso dove vive si è messo l’altra sera in collegamento con Gualdo. Ponendo a Torresi queste domande. 

1- il sottotitolo del libro parla di “verità”: quale è la verità cui si riferisce?

2- la Procura di Macerata ha riaperto il caso: sulla base di quali elementi, visto che tutti gli indizi, elementi e reperti sono stati analizzati e vagliati più volte nel corso degli anni?

3- tra i protagonisti “indiretti” legati al “Giallo dei Sibillini” c’era Valerio Viccei che io ho interrogato su mandato del Procuratore di Camerino, Mura: lui non mi disse niente ma mi dette la sua parola che appena uscito dal carcere (dopo qualche mese) mi avrebbe contattato e riferito cose importanti. 

Invece dopo qualche giorno dopo essere uscito, è stato ucciso in un conflitto a fuoco dalla Polizia.

Cosa poteva sapere anche in relazione al caso Calvi?

Ed ecco le risposte dell’autore (che cita Viccei e il ‘colpo del secolo’ al Deposit Centre a Londra).

1- “Le verità” si riferisce agli aneddoti, alle considerazioni, ai dettagli forniti nel suo racconto da Nazzareno Venanzi, il geometra impegnato nella ricostruzione del casolare di Jeannette. Non mi riferisco ad elementi concreti relativi alle indagini e alla ricostruzione del fatto ma a tutta una serie di momenti che il “protagonista” della prima parte del libro mi ha raccontato durante le nostre chiacchierate;

2- credo che alla base della riapertura de caso ci siano elementi riconducibili a questione economiche e/o testamentarie che potrebbero essere entrate in scena dopo la morte nel 2022 del barone Evelyn de Rothschild;

3- riguardo Viccei, io ho letto l’intervista su Cronache maceratesi del 2017 a firma di Maurizio Verdenelli e non conoscenza di altri dettagli”. 

Chi scrive, autore di un doppio memorabile scoop (circa il precedente matrimonio di Jeannette e il rinvenimento dell’orologio d’oro Cartier con datario azionabile ed effettivamente azionato dopo il 29 novembre a conferma dell’ipotesi che le donne erano sopravissute al giorno della loro scomparsa) ha partecipato all’incontro di Gualdo e ne ha tratto la convinzione che la storia è ancora dibattuta e viva tra la popolazione.

Soprattutto nelle modalità del ritrovamento il 27 gennaio 1981 a Podalla di Fiastra dei resti di Jeanette e Gabriella. Perplessità in particolare suscita il fatto – ribadito dal dottor Iacobone – che le ossa non siano state ‘trasportate’ nel boschetto ma che in quel luogo Jeannette e Gabriella abbiano trovato effettivamente la morte dopo una lunga perigliosa fuga nella tormenta dal villino Galloppa a Piani di Ragnolo.

Tuttavia si mormora da sempre che cacciatori e cercatori di funghi sarebbero passati millanta volte in quel luogo senza imbattersi nei macabri reperti. Anche sui tempi del fatale nevone novembrino, non esiste chiarezza. A che ora i primi fiocchi, dato per certo il fatto che la Peugeot aveva percorso il tragitto d’andata senza avversità meteo. La nevicata iniziò verso sera alle 19.30 (e ci sarebbe stato il tempo per le due donne di tentare un ritorno possibile) o addirittura all’alba del giorno dopo? Ci sono ancora cartine meteo dell’80 in proposito pronte a certificare una simile ipotesi alternativa su quella vetta intermedia dei Sibillini in un giorno in cui al Terminillo il meteo segnalava graficamente ‘un fiocco di neve’?

Sta a vedere alla fine che il Giallo dei Sibillini è stata tutta e soltanto ‘colpa’ del meteo (un novembre travestito da profondo inverno), di una previsione non azzeccata e della scarsa conoscenza dell’ambiente da parte dell’ex baronessa Jeannette De Rothschild e della sua ex governante e poi amica/interprete, la friulana Gabriells Guerin. Il mistero naturalmente continua. (foto di Emanuela Scattolini)

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