Andrea Angeli, il peacekeeper Onu “inviato” da don Vecerrica

(articolo di Maurizio Verdenelli) – E’ il piu’ famoso peacekeeper italiano, parola (scritta, il 28 maggio scorso) di Francesco Battistini il più famoso corrispondente di guerra del Corriere della Sera, il più diffuso quotidiano del Belpaese. Lui, Andrea Angeli, 69 anni dopo la laurea aveva iniziato questa carriera nel mito di Giorgio Pagnanelli, il maceratese più famoso del mondo che da alto dirigente dell’Onu aveva il 4 ottobre 1965 aveva organizzato al Palazzo di Vetro a New York la visita di Paolo VI culminata con il celebre discorso che concludeva con il grido: “Mai più la guerra!!”.

“Tuttavia se la mia vita è cambiata per sempre, se il mio ruolo di inviato Onu ‘a far pace’ in ogni parte della Terra è diventato la regola e il senso di un’esistenza intera, se per quello ho rinunciato a costituirmi una famiglia ed avere una vita normale considerato che le missioni di peacekeeping sono ‘strickly non family-mission’ questo e’ ascrivibile a don Giancarlo Vecerrica e alla benedizione di Loreto” mi dice Andrea negli studios di Tvrs a Recanati. Ribadendo ma pure approfondendo quanto scritto sul suo recente ultimo libro: ‘Fede, ultima speranza – Storie di religiosi in aree di conflitto’, Rubettino editore.

Recanati, 1985 Centro studi leopardiani. Angeli con Giorgio Pagnanelli 

Spiega Angeli: “Quando entrai all’Onu con un contratto biennale, pensavo come tanti compagni di corso, ad un’esperienza unica ma temporanea. Oppure nel caso di un’assunzione stabile, a far ritorno in patria dopo 7/8 anni al massimo e magari impiegarmi in Fiat. Stipendi maggiori, vita tranquilla ed ordinata…”.

Ma poi? “Poi nel ’94 ricevetti da don Giancarlo Vecerrica l’invito l’invito a partecipare alla messa che inaugurava il Pellegrinaggio Macerata-Loreto di quell’anno. Mi trovavo casualmente grazie ad una breve licenza in Italia per riabbracciare dopo mesi i genitori. Trovai tuttavia il tempo per la messa lauretana. Fu come una rivelazione inaspettata..:.

Cioe’? “Dopo il rito, don Giancarlo volle parlare con me. Gli dissi dei miei dubbi…era in corso la guerra in Kosovo ed io ero impiegato su quel fronte. Che fare? Lui mi guardò e mi indicò senza esitazioni la strada dell’impegno totale. La strada più difficile: dovevo percorrerla sino in fine. Cosi come tutte le strade della Croce su questa terra tra uomini in guerra”.

E tu, Andrea? “Il giorno dopo mi imbarcai a Falconara per Sarajevo senza più dubbi su quella che sarebbe stata d’ora in avanti la mia vita”.

Adesso? “Sono passati 31 anni, ed ogni anno d’allora vado alla messa di don Giancarlo (attuale vescovo emerito di Fabriano-Matelica ndr) prima del Pellegrinaggio a Loreto”.

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