6.382.000 sono gli Italiani residenti all’estero, un aumento del 4,0 per cento (243mila individui) rispetto all’inizio dell’anno. La maggior parte (54%) risiede in Europa, seguita dall’America (40,9%), mentre il restante 5,1% si trova tra Africa, Asia e Oceania. Lo rileva l’Istat nel suo ultimo aggiornamento sugli Italiani all’estero.
Questo incremento è principalmente dovuto all’aumento delle acquisizioni di cittadinanza (121mila nel 2024, +4,4% sul 2023) e a un saldo migratorio ampiamente positivo (+103mila nel 2024, quasi il doppio del 2023), con più espatri e meno rimpatri. Le nascite (oltre 27mila) superano i decessi, contribuendo con un saldo naturale di 19.000 unità. Le acquisizioni di cittadinanza avvengono prevalentemente per discendenza (iure sanguinis), specialmente in America centro-meridionale (oltre 90mila nel 2023, con Brasile e Argentina in testa).
La maggioranza degli espatriati (74%) si dirige in Europa, in particolare verso Germania, Spagna, Regno Unito, Svizzera e Francia. I flussi verso l’America Latina sono spesso costituiti da cittadini italiani nati all’estero che rientrano nel loro Paese d’origine dopo aver acquisito la cittadinanza. Per ciò che riguarda la “migrazione secondaria” (opportunità lavorative o familiari) il destino è Spagna (27,4%) e Stati Uniti (10,6%). Altre destinazioni significative includono Regno Unito, Svizzera, Germania e Francia.
I Paesi con il maggior numero di residenti italiani sono Argentina (987mila), Germania (847mila), Brasile (671mila), Svizzera (654mila) e Francia (483mila). Il 30,8% degli italiani all’estero è nato in Italia. Questa percentuale è significativamente più bassa nei Paesi dell’America Latina (10% in Argentina, 5% in Brasile), dove la cittadinanza è spesso acquisita per discendenza. Il Consolato Generale d’Italia a Londra si conferma la sede con il maggior numero di connazionali iscritti (quasi 386mila). Seguono Buenos Aires (335mila) e San Paolo (271mila).




